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Almenno San Bartolomeo (BG), Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo apostolo
Concerto di 8 campane a corda in Lab2 +3/100 (Angelo Ottolina 1948)

Concerto per la S. Messa con processione nella solennità della Beata Vergine del Monte Carmelo

Il comune di Lemine conobbe un grande sviluppo dopo la seconda metà del XII secolo, ottenendo il riconoscimento dei diritti feudali da parte del vescovo. Nel Trecento fu epicentro delle aspre lotte tra la parte guelfa di Palazzago e i ghibellini di Bergamo, che il 26 gennaio 1393 portarono alla divisione del borgo in Lemine Inferiore e Lemine Superiore. Dopo il passaggio del territorio alla Repubblica di Venezia, il 13 agosto 1443 Lemine Inferiore venne distrutta durante una rappresaglia, poiché i suoi abitanti si erano apertamente schierati contro la Serenissima. La parte superiore del borgo, invece, venne premiata con numerosi privilegi, tra i quali l'istituzione di un vasto vicariato. Il secolo seguente vide lo sviluppo parallelo di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore, che il 30 marzo 1601 ottennero l’indipendenza amministrativa l’uno dall’altro. La storia della chiesa di San Bartolomeo è strettamente legata alle vicende storiche del borgo medievale, poiché sorse sulle fondamenta di un’antica cappella in località Tremozia citata in un documento del 1º agosto 1426. Il nuovo edificio fu completato a metà Quattrocento e consacrato dal vescovo Giovanni Barozzi il 3 giugno 1453. La chiesa fu ampliata nel XVI secolo per soddisfare le esigenze dei fedeli, che nel 1520 ottennero l’erezione a parrocchia e la conseguente autonomia dalla prepositurale di San Salvatore come sancito nella bolla papale emanata da Leone X. Sul finire del Settecento l’antica chiesa parrocchiale fu abbattuta e ricostruita ex novo su progetto di Girolamo Salvatore Luchini, il quale aveva constatato l’impossibilità di poter intervenire sulla muratura originaria. Il nuovo edificio fu completato nel 1820 e solennemente consacrato dal vescovo Pietro Luigi Speranza il 28 ottobre 1861. Il nuovo altare maggiore fu realizzato su progetto di Luigi Angelini e consacrato il 14 agosto 1925 dopo aver sigillato al suo interno le reliquie dei santi Alessandro, Timoteo e Bartolomeo. L’edificio si trova in posizione centrale rispetto all’abitato di Almenno, anticipato da un elegante sagrato in lastre di pietra. La facciata è caratterizzata da un semplice timpano triangolare, posto nella parte superiore, e interrotta nella sua muratura unicamente dal bellissimo portale barocco in pietra di Sarnico. Il fianco meridionale è dominato dall’imponente campanile, che nel 1885 ospitava ben dodici campane della fonderia Pruneri, due in più di Almenno San Salvatore. Nel 1900 il concerto venne rifuso per ottenere dieci campane di tonalità più grave, alcune delle quali requisite durante la Seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto la parrocchia di San Salvatore fece realizzare un nuovo concerto di dieci campane, portando i fedeli di San Bartolomeo a farne fondere otto nuove di tonalità più grave. Il pesante concerto fu realizzato da Angelo Ottolina a inizio 1948; il 3 aprile seguente le campane vennero consacrate dal vescovo Adriano Bernareggi. Dal portale si accede all’interno dell’unica navata, divisa in quattro campate da imponenti lesene poste a sorreggere il fregio e il cornicione. La volta è decorata con affreschi di Antonio Morali, il quale ha raffigurato alcuni momenti della vita del patrono. A ridosso della controfacciata troviamo il fonte battesimale e due confessionali, inseriti all’interno della muratura, seguiti dagli altari laterali della Deposizione di Cristo e di Sant'Antonio, custode dell’urna argentata contenente le reliquie di san Timoteo. La terza campata ospita gli altari del Sacro Cuore e della Madonna del Carmine, inserito all’interno di una vera e propria cappella a croce latina con tanto di coro absidato, dove si trova la secentesca tela di Giacomo Dolfino con la Madonna del Rosario. La cupola della cappella fu completata nell’Ottocento con decorazioni a fresco, stese dopo l’arrivo del prezioso altare in marmi policromi, realizzato nel 1751 da Antonio Maria Pirovano per un’altra chiesa. Il presbiterio è rialzato di sette gradini rispetto all’aula e conserva le originali balaustre, superate le quali troviamo l’altare maggiore novecentesco e il coro absidato, che conserva tre grandi tele realizzate a cavallo tra XIX e XX secolo. La decorazione della cupola maggiore fu completata a fine Settecento, permettendo la posa della cantoria con l’organo fabbricato nel 1818 dalla famiglia Serassi.

Un ringraziamento a @tagliolini2764, Michele, al sacrestano Giorgio e al prevosto don Giulivo.

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Die Erlöserkirche ist ein evangelisches Gotteshaus im Berliner Ortsteil Rummelsburg, das von 1890 bis 1892 errichtet wurde. Es steht zusammen mit dem Pfarrhaus unter Denkmalschutz.


GESCHICHTE:


Im Jahr 1889 entstand die politisch selbstständige Landgemeinde Boxhagen-Rummelsburg, die aus dem Gutsbezirk Boxhagen, der Rummelsburger Heide am Rummelsburger See und dem Lichtenberger Kietz gebildet wurde. Bei der Gründung wohnten hier schon rund 11.000 Menschen. Somit entstand bereits am 4. Mai 1890 eine eigene Parochie mit der evangelischen Erlöser-Gemeinde. Noch am gleichen Tag nahm die Kaiserin Auguste Viktoria die Grundsteinlegung für eine neue Kirche vor.

Der Kirchenbau geht auf Entwürfe der Architekten Conrad Wilhelm Hase und Max Spitta zurück, die mit einem großen Gebäude im neugotischen Stil der wachsenden Kirchengemeinde im dicht besiedelten Arbeiterviertel Boxhagen-Rummelsburg ein neues Haus bescherten, das am 21. Oktober 1892 eingeweiht wurde. Im Architekturmuseum der Technischen Universität Berlin befinden sich die Originalpläne zur Kirche und zum Gemeindehaus.

Grundriss der Erlöserkirche, 1894
Die Baukosten der Kirche von etwa 230.000 Mark (kaufkraftbereinigt in heutiger Währung: rund 1,86 Millionen Euro) kamen teilweise von Kaiser Wilhelm II. und seiner Gemahlin Auguste Victoria sowie aus Spendensammlungen von eigens gegründeten Vereinen: dem Evangelisch-kirchlichen Hülfsverein (1888) und einem Kirchenbauverein (1890). Freiherr von Mirbach (auch „Glockenaujust“ genannt) zitierte Kaiserin Auguste Viktoria (im Berliner Volksmund: „Kirchenjuste“): „Ich habe bestimmt, dass für die Gestalt derselben die von Prof. Conrad Hase erbaute Apostelkirche in Hannover zum Muster zu nehmen ist.“

Die Erlöserkirche ist die erste von 52 Kirchen, die im Rahmen eines großangelegten Kirchenbauprogramms fertiggestellt wurde. Das Kaiserpaar besuchte diese Kirche nach ihrer Fertigstellung häufig. Die beiden prächtigen Stühle, die sie bei ihren Besuchen benutzten, sind noch immer vorhanden und dienen heute bei Hochzeiten dem Brautpaar.

Da nicht nur die geistige, sondern auch die materielle Not der Menschen zu lindern war, entstand bereits in den Jahren 1892/1893 nebenan das Gemeindehaus in zur Kirche passenden neugotischen Formen. Die Pläne hierzu stammen ebenfalls von Max Spitta. Das Gemeindezentrum beherbergte eine Suppenküche, eine Krankenstation und – wie es damals hieß – eine „Kleinkinderbewahranstalt“, die es immer noch gibt – es ist die evangelische Kindertagesstätte, die 1894 eröffnet wurde und 1992 ein neues Haus erhielt.

In den 1980er Jahren wurde die Kirche bekannt durch – von Polizei und Staatssicherheit ständig überwachten – Aktivitäten der DDR-Friedensbewegung. So war die Kirche Ort für mehrere Blues-Messen als auch ein Treff- und Veranstaltungs-Ort für Punks. Im Herbst 1989 gingen Bilder von Protestveranstaltungen und Fürbittgottesdiensten um die ganze Welt.[12] Zusätzlich spielten streng geheim im März 1983 Die Toten Hosen gemeinsam mit der ostdeutschen Punk-Band Planlos, in der Schauspieler Bernd Michael Lade Schlagzeug spielte, ohne Genehmigung und ohne Gage ein Konzert in der Kirche. Sie reisten dazu unerkannt als Touristen in die DDR ein. 2022 entstand dazu der Dokumentarfilm Auswärtsspiel – Die Toten Hosen in Ost-Berlin.

Danach wurde es ruhiger um die Kirche. Die Christengemeinde kümmerte sich nun wieder mehr um Soziales, organisierte Konzerte und Gesprächsrunden und gründete einen Chor mit einer eigenen Kinderabteilung, der seit September 2001 durch den Förderverein des Chores der Erlöserkirche e. V. tatkräftig unterstützt wird.
Seit 2001 ist die Erlöserkirche eine von vier Predigtstätten der Paul-Gerhardt-Gemeinde Berlin-Lichtenberg, die zum Kirchenkreis Lichtenberg-Oberspree im Sprengel Berlin der Evangelischen Kirche Berlin-Brandenburg-schlesische Oberlausitz gehört.


GLOCKEN:


Das dreistimmige Geläut aus Gussstahl, hergestellt vom Bochumer Verein, wurde mittels eines Antifriktionslagers aufgehängt. Die Herstellung der Glocken samt Zubehör wie Klöppel, Achsen, Lager und Läutehebel kostete 5651 Mark. Der Glockenguss geht auf eine Stiftung des Commercienraths Baare aus Bochum zurück.

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Ein herzliches Dankeschön an den Pfarrer Hr. Schirr für die Erlaubnis, die Turmbesteigung, sowie für das gesonderte einschalten der Glocken.

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