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Montecrestese (VB), Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta
Concerto di 8 campane in Do3 (Fratelli Barigozzi 1908; Mi3 Pietro Bonavilla 1587)

Suonata a festa e concerto solenne

L’abitato di Montecrestese custodisce ancora oggi resti di siti megalitici e di architetture religiose pagane, risalenti al periodo di dominazione ligure e celtica. Un buon numero di questi elementi decorativi ornava la primitiva chiesa romanica, costruita nel XII secolo sulle fondamenta di un oratorio preesistente. La parrocchiale di Santa Maria Assunta fu rinnovata nel Quattrocento, conservando parte delle decorazioni romaniche e celtiche. Il costante aumento della popolazione spinse i fedeli a voler costruire un edificio più ampio e luminoso del precedente, idea accantonata alla fine del XVI secolo per l’evidente mancanza di fondi. L’edificio gotico, basso e scarsamente illuminato, fu utilizzato come base per la costruzione di una chiesa più imponente. I lavori iniziarono nel 1580, quando fu raddoppiata l’area del presbiterio e vennero abbattuti i muri perimetrali, permettendo così la costruzione delle navate laterali. Sul finire del secolo furono sostituite le antiche coperture delle volte, a loro volta sopraelevate per regalare luminosità all’interno. La struttura muraria fu completata nel primo Seicento. Il magnifico campanile era sorto a metà del XII secolo su una roccia di serizzo, a poca distanza dalla chiesa. A cavallo tra XVI e XVII secolo l’originaria torre romanica fu rivestita con un massiccio involucro, conservando per intero l’antico fusto che arrivava all’altezza del piano della nuova cella campanaria. La scala di pietra che porta in cima al campanile si sviluppa tra i due ordini di muratura della torre, utilizzata come vedetta durante guerre ed epidemie, poiché era possibile trasmettere comunicazioni immediate attraverso il suono delle campane. Le campane erano altresì utilizzate per trasmettere comunicazioni a tutti gli abitanti delle frazioni, come l'inizio della scuola o l’arrivo del medico nel capoluogo. Il segno più particolare era rappresentato dalla campana a martello, al suono della quale tutti gli uomini erano chiamati a raccolta per spegnere incendi, difendere il paese dai nemici e mettersi a disposizione per qualsiasi altro evento che costituisse un pericolo per la comunità. Durante la visita pastorale del 1582 il campanile era già stato in parte rivestito e ospitava quattro campane, delle quali la maggiore era incrinata. Alcuni documenti storici di fine Cinquecento narrano della rifusione di due campane nel 1587, mentre la torre era ormai in fase di completamento. La cella inferiore venne murata nel 1637, anno in cui i bronzi furono traslati al piano superiore. Nel 1640 fu aggiunta una quinta campana, mentre la terza venne rifusa nel 1653. Il vescovo Giulio Maria Odescalchi salì in cima al campanile durante la visita pastorale del 2 giugno 1658, giorno in cui impartì la benedizione alle cinque campane in gran parte rinnovate. La torre campanaria venne ulteriormente rialzata a fine Seicento con la posa della nuova cuspide, raggiungendo l’altezza complessiva di 67,5 m, secondo campanile dell'Ossola dopo Calasca. All'inizio del XVIII secolo il campanile fu dotato di un orologio privo di quadrante, il cui meccanismo era collegato alla campana maggiore per il segnale orario. Le antiche campane si conservarono fino all’inizio del Novecento, quando l’arciprete Calandra avanzò l'ipotesi di fondere un concerto di maggiori dimensioni. La popolazione fece calare dalla torre le quattro campane minori e scelse di conservare la più antica del 1587, fornendo alla fonderia Barigozzi una base sulla quale realizzare le altre sette. Il nuovo concerto fu inaugurato domenica 14 giugno 1908. L’attuale chiesa a tre navate è frutto di diversi ampliamenti, come evidente già dalla facciata dove la parte centrale fa risaltare l'origine romanica dell'edificio, un tempo a navata unica. La facciata a capanna conserva alcuni elementi molto antichi, tra i quali il portale, i resti di due bifore e alcuni archetti pensili orientaleggianti. I pulpiti barocchi e i confessionali furono aggiunti da Carlo Antonio Fiora sul finire del Seicento, mentre le pareti furono interamente decorate nel secolo successivo, quando Carlo Mellerio si occupò della volta e del presbiterio, mentre Giuseppe Mattia Borgnis stava completando le cappelle di San Giovanni Battista e della Madonna del Rosario. Di notevole interesse sono anche il Crocefisso intagliato da Bartolomeo Tiberino nel 1627 e i magnifici altari in marmi policromi.

Un ringraziamento all'arciprete don Marco e a don Luciano.

0:00 Intro con suonate a festa
3:46 Concerto

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@RingerLuca651


Concerto di 6 campane in SIB2 in accordo Salve Regina a doppia ottava con rinforzo di seconda, a slancio.

Le campane sono state fuse da Luigi Colbacchini a Trento nel 1921.

Distesa a Plenum (SIB3, SOL3, FA3, RE3, DO3, SIB2) al termine della S. Messa solenne in onore del patrono San Prospero.

Buona visione e buon ascolto!!

VIDEO e AUDIO:
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